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Coco bond: che cosa sono e perché andranno a colpire le azioni delle banche?

di Simon Jack

Quand’è che un’obbligazione non è un‘obbligazione? Quando è un Coco. Potreste anche chiedere a chi importi e che cosa sia questo linguaggio incomprensibile.

Abbiate pazienza per favore perché la risposta a questo indovinello apparentemente incomprensibile è parzialmente responsabile della caduta da voltastomaco nel valore delle banche europee.

Come hanno appreso a loro spese i contribuenti del Regno Unito, quando una banca vacilla, succedono cose brutte (e costose).

Quando i contribuenti di tutto il mondo hanno salvato le loro banche, hanno anche salvato gli investitori che hanno prestato alle banche il denaro.

L’idea che i finanziatori delle banche soffrissero di gravi perdite era considerata un pessimo risultato, in quanto avrebbe avuto effetti disastrosi e minato la capacità delle banche di finanziarsi in futuro.

Nel mondo post-crisi, i politici di ogni grado hanno provato a rassicurare i loro elettori che non sarebbe stato permesso che questo accadesse di nuovo.

Nuove regolamentazioni intendevano questo, quando un disastro si ripresenta, alcuni finanziatori delle banche vedranno le loro obbligazioni (in effetti degli “Io-Ti-Devo”) trasformarsi in azioni. In altre parole, potrebbero non ottenere il loro denari indietro totalmente, o alla data di scadenza. Questi nuovi Io-Ti-Devo sono chiamati Cocos, acronimo di obbligazioni subordinate convertibili.

In breve, i finanziatori non hanno le garanzie che di solito si hanno su questi titoli.

“Arresto cardiaco”

La rimozione di queste garanzie statali implicite ha fatto sì che il valore degli Io-Ti-Devo crollasse e minacciasse la capacità delle banche di venderne di più in futuro. Questo rende le banche meno stabili e, voilà, ecco che ci troviamo con delle azioni di banche con -40% del valore rispetto a inizio anno.

Piaccia o meno, le banche operano come il flusso sanguigno del sistema finanziario. Quando le arterie di finanziamento si bloccano, si rischia l’arresto cardiaco.

Tutto inizia ad avere senso ed è chiaro che quello che Adair Turner (capo-regolatore al picco della crisi) mi disse è vero. L’idea che il pubblico/statale non sarà più chiamato a salvare le banche non solo non è veritiera, ma è anche un’affermazione “pericolosa”.

Non siamo ancora arrivati a quel punto, ma questa è un’idea che non è stata ancora messa al bando per sempre.

Traduzione di Emiliano Galati

Fonte: http://www.bbc.com/news/business-35541694

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