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Money and Banking – Parte 1

di Eric Tymoigne

Ho faticato un po’ di anni per mettere insieme un corso di Money and Banking (M&B), mancava di coerenza e gli studenti avevano difficoltà a collegare le differenti parti del corso. Una buona parte del problema viene dai libri di testo di M&B che, oltre ad avere presentazioni datate, sono una raccolta disparata di capitoli senza un discorso coerente. Quindi ho rinunciato ai testi e sono andato per la mia strada.

Il nucleo del sistema finanziario consiste di documenti finanziari e tra questi i bilanci; questi forniscono le fondamenta attraverso i quali la maggior parte dei corsi di M&B può essere insegnata: la creazione monetaria delle banche e della banca centrale, la natura del denaro, le crisi finanziarie, la cartolarizzazione, le interconnessioni finanziare, come si dice, tutto ha a che fare con i bilanci. Come solitamente faceva notare Minsky, se non puoi mettere il tuo ragionamento in termini contabili, allora c’è un problema nella tua logica.

Quindi il capitolo 1 del mio “libro di testo” tratta dei meccanismi dei bilanci e questo è da dove inizierò la serie di post su M&B. Si, la contabilità è molto noiosa, ma se ne devono comprendere i concetti chiave per capire i meccanismi finanziari. Il capitolo sul “denaro”, generalmente il primo nei testi di M&B, arriverà molto più tardi, una volta che i meccanismi dei bilanci e i concetti finanziari, come il valore attuale[1], saranno stati ben compresi. Io spero di farne uno impegno settimanale, scritto mentre mi prendo cura di un neonato e un bambino di 4 anni; questo non coprirà tutto quello che faccio [nei corsi di] M&B. Mi concentrerò sulle banche, sulla banca centrale e sul denaro.

Che cos’è un bilancio?

È un documento contabile che registra quello che una unità economica possiede (i suoi “assets[2]/attività”) deve (le sue “liabilities/passività”). La differenza tra asset e passività è chiamata patrimonio netto, o equity, o capitale.

pic1Figura 1 – Un bilancio

Ci sono molti modi differenti di classificare asset e passività. Per il nostro scopo, un bilancio può essere un po’ più dettagliato, come il seguente:

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Figura 2 – Un bilancio semplice

Gli asset finanziari sono richieste verso altre unità economiche e gli asset reali possano essere ridotti a cose fisiche (automobili, edifici, macchinari, penne, scrivanie, scorte in magazzini, ecc…). Le passività richieste sono passività che sono dovute su richiesta del creditore (per es. contante che può essere ritirato da un conto bancario su richiesta e in ogni momento dal correntista), passività contingenti sono dovute quando si presenta uno specifico evento (per es. pagamenti delle polizze vita ad una vedova), passività alla scadenza sono dovute dopo un determinato periodo di tempo (per es. gli interessi del mutuo e il pagamento del prestito sono dovuti ogni mese).

Un bilancio può essere costruito per ogni unità economica; quella unità può essere una persona, un’azienda, un settore dell’economia, un paese, chiunque o qualsiasi cosa possieda asset e passività. Sotto trovate il bilancio delle famiglie (e delle organizzazioni no-profit) per gli Stati Uniti (da Financial Accounts of the United States). Nel terzo trimestre del 2015, le famiglie possedevano l’equivalente di $99.600 miliardi di asset e $14.400 miliardi di passività, rendendo il valore netto pari a $85.200 (99.600-14.400) miliardi. Le famiglie detenevano $30.600 miliardi in asset reali e $68.900 miliardi di asset finanziari. Le loro due maggiori passività consistevano in mutui ($9.500 miliardi) e credito al consumo, per es. carte di credito, prestiti per le auto, prestiti scolastici ecc… ($3.500 miliardi).

Schermata 2016-03-05 alle 15.02.25Tabella 1 – Bilancio delle famiglie USA (clicca sull’immagine per ingrandire)

Le regole del bilancio.

Un bilancio segue le regole della contabilità a partita doppia. Poiché un bilancio deve essere sempre in pareggio, questo ci fa dire che la seguente [equazione] deve sempre essere vera:

Asset = Passività + Patrimonio Netto

L’implicazione pratica, e centrale, è che il cambiamento di un termine nel bilancio deve essere compensato da almeno un altro termine così che il bilancio resti in pareggio.

Iniziamo con un bilancio molto semplice; il solo bene è una casa da $100K che è stata acquistata fornendo un anticipo di $20K e richiedendo $80k a una banca:

pic4Figura 3 – Un semplice bilancio

Qual è l’impatto del ripagare $40k dell’importo in essere del mutuo?

pic5Figura 4 – Effetto della restituzione del capitale del mutuo

Il valore del mutuo scende di $40k e il valore del patrimonio netto sale di $40k così che l’identità sia preservata.

Tornando al primo bilancio, quale sarebbe l’impatto se il valore della casa salisse di $20k?

pic6Figura 5 – Effetto dell’aumento del prezzo della casa

Il bene aumenterebbe di $20k e anche il patrimonio netto farebbe altrettanto e anche in questo caso l’identità contabile sarebbe preservata.

A volte, per arrivare al punto più velocemente e per sottolineare i cambiamenti, gli economisti preferiscono usare il cosiddetto “mastrino” (o “conto a T”, perché la forma della tabella assomiglia a una T) che registri solo i cambiamenti nel bilancio.

pic7Figura 6 – Conto a T che registra il pagamento del capitale del mutuo

pic8Figura 7 – Conto a T che registra l’apprezzamento del valore della casa

La compensazione è mostrata più chiaramente e deriva da cambiamenti opposti nei due oggetti del lato destro del bilancio (Figura 6), e un cambiamento nel bene e nel patrimonio netto per lo stesso valore (Figura 7). Certamente questi non sono i soli due modi in cui si possa effettuare la compensazione per preservare l’identità contabile. Incontreremo altri casi man mano che procederemo. Il punto è che si debbono cambiare almeno due cose in un bilancio per assicurarsi che l’identità A = P + RN sia preservata. Ci si deve sempre chiedere: qual è cambiamento del termine di compensazione? Questo ha delle implicazioni pratiche quando studieremo come operano le banche e la banca centrale.

Che cosa modifica il bilancio?

Si possono classificare i fattori che cambino un bilancio in tre categorie:

  • Flussi di contante in ingresso e in uscita: flusso contante netto
  • Redditi e spese: reddito netto
  • Plusvalenze e minusvalenze di capitale: cambiamenti netti nel valore di mercato di asset e passività

Queste categorie sono registrate più attentamente in altri documenti contabili rispetto al bilancio, ma noi ci concentreremo sulla loro relazione con il bilancio.

Net Cash Flow

I flussi di contante in ingresso e in uscita portano a un cambiamento nell’ammontare dei fondi detenuti da una unità economica, per esempio un cambiamento nell’ammontare di valuta fisica [banconote e monete, N.d.T.] o in un conto corrente, inseriti nel lato dei asset. Alcuni asset portano a flussi di contante in ingresso mentre altri, passività e capitali (pagamenti di dividendi), portano a flussi in uscita.

pic9Figura 8 – Bilancio e flussi di contante.

Se i flussi in ingresso sono maggiori delle uscite, gli asset monetari detenuti da una unità economica aumentano. L’unità economica può usarli per comprare asset o impegnarli per ridurre il rapporto di indebitamento[3]. Nel caso il flusso di contante sia negativo, allora gli asset monetari cadranno e l’unità economica potrebbe doversi indebitare ulteriormente per pagare alcune delle sue spese.

Ammontare corrente di fondi = Ammontare precedente di fondi + Flusso contante netto

Tornando al nostro primo bilancio molto semplice, assumiamo che si sia guadagnato un salario di $40k e che parte di questo sia stato utilizzato per ammortizzare un mutuo di 30 anni al tasso del 10%. Assumiamo un pagamento lineare per semplificare (gli attuali tassi sono calcolati differentemente), la struttura dei flussi di contante risulterà così:

pic10Figura 9 – Bilancio e flussi di contante, un esempio

Il bilancio all’inizio dell’anno successivo sarà (assumendo che tutti i flussi di contante siano effettivi flussi di contante e non pagamenti elettronici):

Figura 10 – Bilancio dopo l’impatto del flusso di contante.

Sono cambiate un po’ di cose nel bilancio. C’è un flusso netto di contante di $29.3K, il capitale del mutuo è sceso dell’ammontare del debito saldato e il Patrimonio netto tiene conto di questi due cambiamenti.

Reddito netto

Il reddito netto porta a un cambiamento nel patrimonio netto:

Patrimonio netto corrente = Patrimonio netto precedente + Reddito netto del periodo

Il reddito netto (per es. i guadagni prima delle tasse sono un’approssimazione del reddito netto) possono essere positivi o negativi, possono crescere o crollare. Nell’esempio precedente (Figura 9 e 10), i flussi netti di contante e il reddito netto sono la stessa cosa; comunque, non tutti i redditi portano a guadagnare fondi come sarà illustrato più avanti quando studieremo le banche.

Plusvalenze e minusvalenze

Infine, il valore degli asset e delle passività potrebbe cambiare a causa di cambiamenti nel loro valore di mercato. Se la contabilità è fatta su base “market-to-market”, per esempio valutando gli oggetti in bilancio secondo valore corrente di mercato, questi cambiamenti saranno contabilizzati nel bilancio e il Patrimonio netto verrà modificato di conseguenza:

Patrimonio netto corrente = Patrimonio netto precedente + Reddito netto del periodo + Plusvalenze nette del periodo

L’esempio in Figura 5 è una semplice illustrazione dell’impatto della plusvalenza.

Questo è tutto per oggi! I post a seguire applicheranno tutto questo alle banche e alle banche centrali.

Money and Banking – Part 1

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Valore_attuale

[2] Il termine “asset”, ormai entrato nel linguaggio economico – finanziario, non verrà tradotto per non generare confusione; N.d.T.

[3] Leverage nell’originale: https://it.wikipedia.org/wiki/Leva_finanziaria

Traduzione a cura di Emiliano Galati

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